martedì 16 dicembre 2014

Regalo di Natale: profumo solido tipo Lush fai da te

Buongiorno a tutti, dopo i cupcakes da bagno vi propongo una seconda idea per realizzare un pensierino natalizio da regalare ad amici & parenti: il profumo solido, tipo quelli famosi (e costosi) della Lush, che recentemente mi ha fatto scoprire una mia amica.
Sono andata a leggermi l'INCI sul sito e ho scoperto che contengono materie prime di "ordinaria amministrazione" per cui mi sono detta: perché non provare a riprodurli?





Ho scoperto che sono molto facili da realizzare, davvero alla portata di tutti, economici, veloci e pure di grande effetto perché il profumo dura a lungo e non è eccessivamente presente. Inoltre sono meno problematici dei classici profumi spray perché non contengono affatto alcol e hanno una bassissima percentuale di allergeni del profumo.


Proprio in questi giorni mi è arrivato il pacco di materie prime da Glamour Cosmetics presso cui avevo ordinato l'olio essenziale di bergamotto, di mandarino, di arancio dolce e di limone che in assoluto sono i profumi che preferisco per cui mi sono decisa finalmente a provare a realizzarli.
La parte più difficile senza dubbio rimane scegliere il contenitore adatto perché io non sono riuscita a trovare ad un prezzo accettabile gli stick stile deodorante maxi per cui alla fine li ho messi nei contenitori delle creme da 30 massimo 50 ml. Ciò rende l'applicazione non facile perché chi ha le unghie lunghe non trova confortevole questo tipo di confezioni mentre invece lo stick è più "igienico" se vogliamo.. tuttavia 2€ solo per uno stick vuoto io non sono disposta a spenderli e quindi utilizzo i barattolini. 




Passiamo alla formulazione:
2g di cera d'api oppure di cera carnauba
3g di burro di karité
7g di olio di riso
15-20 gocce di olio essenziale a scelta

Come vede la percentuale di oli essenziali è alta per cui assicuratevi che voi o la persona a cui andate a regalare questo prodotto non abbia un'allergia all'olio essenziale che volete utilizzare (in generale, è importante che non sia allergica ad alcuna sostanza utilizzata!).
Per prima cosa, pesate in un contenitore di vetro la cera d'api e mettetela a sciogliere a bagno maria; alla fine di questo lungo processo, togliete dal fuoco e aggiungete il burro di karité e l'olio di riso e mescolate in modo da far sciogliere il burro e da far amalgamare bene gli ingredienti. Noterete che mano a mano che il composto si raffredda si solidifica; prima che diventi duro, aggiungete gli oli essenziali (la temperatura del prodotto non deve superare i 30°C in questa operazione), mescolate bene e a lungo quindi travasate in un apposito contenitore.

Potete utilizzare gli oli essenziali che preferite oppure anche delle fragranze; per esempio, se avete un'ipersensibilità agli allergeni dei profumi potete scegliere una fragranza ipoallergenica (sui siti di materie prime per fortuna se ne trovano di tutti i tipi!).

Applicazione: se avete travasato il prodotto in uno stick basta semplicemente appoggiarlo sulla pelle e compiere movimenti circolari sulla parte del corpo interessata, altrimenti se avete utilizzato come contenitore il classico barattolino da crema basta semplicemente fare dei movimenti rotatori con le dita sul prodotto in modo da scioglierlo con il calore e quindi massaggiarlo sul corpo.

Il profumo è molto delicato ma allo stesso tempo piacevole e dura abbastanza a lungo. E' totalmente naturale, economico, veloce e facile da realizzare, adatto veramente a tutti, perfino ai più imbranati ;)

giovedì 11 dicembre 2014

Regalo di Natale: i cupcakes da bagno fai da te

Buongiorno a tutti, dopo una lunghissima assenza eccomi di nuovo sul blog, stavolta per parlare di un prodotto che ho visto per la prima volta su YouTube e di cui mi sono innamorata immediatamente: i cupcakes da bagno.



Si tratta di veri e propri cupcakes, i dolcini americani a forma di muffin con sopra la glassa, solo che non sono fatti con farina, uova e burro, bensì con ingredienti... da bagno che li rendono appunto dei saponi




Oltre al fatto che sono bellissimi da vedere (secondo me), sono anche facili da realizzare e veramente carini come idea per un regalo, dal momento che sembrano dei dolcetti ma invece sono dei saponi e poi, cosa più importante, sono realizzati a mano. Visto che Natale si avvicina, perché non provate anche voi a sperimentare? Vi assicuro che vi divertirete e che avranno un incredibile successo!


Su YouTube ho trovato il procedimento sul canale di Nife Cosmetici Fai Da Te (questo è il video) praticamente per caso, tuttavia l'anteprima ha attirato la mia curiosità così ho deciso di guardare il video fino in fondo per capire se fosse veramente fattibile un'idea del genere.. e sì, bastano pochi ingredienti, un po' di pazienza e di manualità ed il resto viene (quasi) da sé.



Mi piace molto il modo in cui parla Nife poiché spiega molto bene e sembra avere una conoscenza della materia al di sopra dello standard delle youtubers per cui ho l'abitudine di controllare spesso il suo canale per vedere qualche formulazione o qualche spunto di spignatto. Stavolta secondo me ha davvero superato se stessa perché questi saponi sono semplicemente spettacolari.. se non si fosse capito, me ne sono proprio innamorata ;)


Procediamo con ordine: innanzitutto per realizzare questi cupcakes è necessario avere un tensioattivo in polvere altrimenti avrete sì dei cupcakes da bagno ma non laveranno. Non è possibile utilizzare tensioattivi liquidi perché non riuscirete a dare la forma ai dolcetti e questi non si solidificheranno. Nife utilizza il SLSA comprato su Aromazone ma io ho acquistato, solo per motivi di praticità, il Sarcosinato in polvere su Vernile per cui ho usato questo.

Ecco la formulazione di Nife:

Per la base dei cupcakes (10):
250gr di bicarbonato

150gr di SLSA tensioattivo in polvere
100gr di amido di riso
60gr di burro di cacao
30gr di olio di riso
colorante
fragranza

Il bicarbonato ha il potere di "frizzare" una volta messo nell'acqua calda mentre l'amido di riso (che potete trovare al supermercato nel reparto per bambini) serve per tenere insieme il composto e farlo compattare; ottima la scelta del burro di cacao e dell'olio di riso perché, se massaggiati sulla pelle durante il bagno, la lasciano morbida ed idratata. Come avrete già intuito questi cupcake si utilizzano sbriciolandoli nella vasca da bagno proprio prima di immergersi e fare un bel bagno caldo, per cui se volete regalarli ai vostri amici/parenti/conoscenti assicuratevi che in casa abbiano una vasca.....

Procedimento: in una terrina unite le polveri mentre in un bicchiere di vetro mettete il burro e l'olio che andate a sciogliere a bagnomaria; indossate una mascherina perché le polveri che andate ad utilizzare sono estremamente sottili; una volta sciolta la fase grassa fate raffreddare fino a raggiungere la temperatura ambiente, aggiungete la fragranza e il colorante che più preferite, mescolate, e quindi versate il contenuto del bicchiere nella terrina delle polveri. Prima mescolate con un cucchiaio e poi con le mani, utilizzando dei guanti e facendo attenzione a non bruciarvi nel caso fosse ancora troppo alta la temperatura della fase grassa. Mescolate bene fino ad ottenere un composto omogeneo e quindi trasferitelo negli stampini da muffin. Pressate bene il composto negli stampini con un cucchiaino stando attenti a non deformare lo stampino di carta e lasciate riposare.

Per la glassa dei cupcake:
1 albume d'uovo
1 cucchiaio di cremor tartaro
300g di zucchero a velo
20g di SLSA tensioattivo in polvere
colorante
fragranza


Il cremor tartaro è un lievito per dolci che potete trovare in un qualsiasi supermercato.

Procedimento: in un contenitore cilindrico alto mettete un albume d'uovo, lo zucchero a velo, il cremor tartaro, il colorante, la fragranza e il tensioattivo e frullate con le fruste fino ad ottenere una crema molto solida, una panna montata abbastanza dura. Mettete la glassa in una sac à poche e quindi decorate i cupcake, magari aggiungendo anche perline, zuccherini colorati e altre decorazioni alimentari e non.


Poiché la glassa non ha conservante e contiene l'albume d'uovo, come dice giustamente Nife va utilizzata in fretta mentre invece la base dura anche mesi senza andare a male, per cui il mio consiglio è di preparare questi cupcakes immediatamente prima di regalarli (anche il giorno stesso, secondo me).
Basta semplicemente sbriciolare in acqua la glassa e/o la base e otterrete una schiuma morbida, colorata e profumata che vi travolgerà in un bagno goloso e rilassante.

Spero che proverete presto a realizzarli, fatemi sapere con un commento!

domenica 2 novembre 2014

L'importanza della misurazione del pH nei cosmetici

Ecco un post espressamente dedicato a chi si sta accingendo ad autoprodursi i cosmetici in casa: parlo dei cosmetici quelli veri tipo creme & detergenti a lunga conservazione, non delle maschere per capelli o degli scrub prodotti con ingredienti da cucina per i quali non è necessaria una grande conoscenza della chimica e della cosmetologia. 

Se avete comprato gli emulsionanti, i vari grassi, gli attivi, i tensioattivi e avete appena cominciato a sperimentare cosa significa spignattare, spero proprio che starete attenti a non tralasciare questo piccolo ma fondamentale processo, cioè la misurazione del pH.

Di solito il pH viene misurato a fine attività, dopo aver inserito tutte le fasi e il conservante, giusto prima di "imbottigliare" il prodotto. Molte persone non danno importanza a questo procedimento, eppure ha un enorme significato, se consideriamo che un pH sballato può causare anche gravi problemi alla pelle.

CHE COSA E' IL PH
Il pH è la scala di misura della basicità o acidità di una soluzione. Tecnicamente, indica un'operazione cioè il logaritmo in base 10 della concentrazione molare degli ioni H+ (o idrogenioni) cambiato di segno.
Il range in cui varia il pH spazia da 0 (il valore più acido) a 14 (il valore più basico); da ciò si evince che 7 indica la neutralità. Valori sotto il 7 sono identificati come acidi, valori sopra il 7 come basici (o alcalini). 


Nel Manuale di Cosmetolgia di Proserpio il pH è indicato come la concentrazione degli ioni idrogeno in una soluzione elettrolitica, pertanto per misurare il pH in un cosmetico è necessario avere un liquido che conduca corrente elettrica (cioè un liquido contenente ioni H+); tali liquidi sono: tonici e soluzioni acquose in genere; detergenti; emulsioni fluide; emulsioni olio in acqua (o/a); saponi; gel.
NON è possibile misurare il pH in: emulsioni acqua in olio (a/o); polveri; oli, burri e grassi in generale (soluzioni oleose). 


PERCHE' E' IMPORTANTE MISURARE IL PH DI UN COSMETICO

Poiché il nostro organismo è composto principalmente di acqua in cui sono dispersi in varia concentrazione ioni (Ca2+, Mg2+, Na+, Cl-, K+, H+...), le nostre cellule (anche quelle dell'epidermide, ovviamente) sono composte quindi di soluzioni elettrolitiche che conducono elettricità, proprio in virtù della presenza degli ioni.

Secondo il Regolamento sui Cosmetici dell'Unione Europea, un cosmetico è una "sostanza o una miscela destinata ad essere applicata sulla superficie esterna del corpo umano" e in quanto tale è un composto che interagisce con le cellule dell'epidermide.
Poiché tali cellule sono ricche di liquidi in cui sono dispersi gli ioni, dalla definizione di pH di Proserpio è logico dedurre che l'epidermide abbia un proprio pH che generalmente è compreso tra 4,5 e 6.


Da ciò si evince che un cosmetico, per rispettare l'eudermicità, debba avere un pH che sia coerente con quello della superficie corporea su cui viene applicato.
In generale, la pelle ha un pH di 5,5 mentre i capelli hanno un pH più acido, intorno a 4,5 (vi invito ad approfondire la variazione del pH dei vari distretti corporei leggendo questa tabella; ciò che interessa a me adesso è dare una panoramica complessiva del concetto di pH e della sua importanza).

Poiché quindi l'epidermide ha un proprio pH, è sbagliato nonché dannoso non regolare il pH del cosmetico in modo da renderlo eudermico, poiché un ambiente troppo alcalino o basico (valori di pH maggiori di 7) può favorire la proliferazione di microrganismi patogeni, mentre invece un ambiente troppo acido (valori di pH minori di 4,5) può distruggere la flora batterica buona, cioè quella che protegge la pelle e impedisce la proliferazione di microrganismi patogeni. Secondo alcuni studi, i batteri responsabili dell'acne giovanile prosperano per valori di pH leggermente superiori a 5,5.

Talvolta, piccole differenze di variazione di pH nei cosmetici possono essere importanti per l'integrità cutanea: sebbene sia generalmente valida l'usanza di utilizzare i detergenti intimi anche per la detersione del viso, bisogna stare attenti a scegliere il sapone giusto poiché in commercio non è difficile trovare prodotti per l'igiene intima con pH 3,5, assolutamente aggressivo per il viso; allo stesso modo, questo tipo di prodotto con un pH del genere deve essere utilizzato nella pulizia intima solo per bervi periodi, per non andare ad attaccare e aggredire i lattobacilli che proteggono le parti intime da agenti patogeni (come la candida, per esempio).

E' molto semplice alterare il pH cutaneo, basti pensare alle comunissime saponette prodotte con la soda caustica che hanno un pH fortemente alcalino che rimuove in modo aggressivo il manto acido che protegge la nostra pelle.

Un altro esempio è rappresentato dalle patate: avete mai notato come sia fastidiosa la sensazione che rimane sulle mani quando finiamo di lavare questi ortaggi? Quasi prudono e "tirano", proprio perché i tuberi, crescendo sotto terra (quindi in un ambiente per lo più alcalino), hanno anch'essi un pH basico, aggressivo per la pelle delle mani.
Infine, sebbene sulle confezioni del bicarbonato di sodio sia scritto che è possibile utilizzarlo per fare il bagnetto ai neonati, tale abitudine non è del tutto corretta perché questa sostanza ha un pH molto basico.

Uno dei principi di funzionamento dei deodoranti ecobio è quello di alterare il pH delle ascelle in modo da creare un ambiente sfavorevole alla proliferazione dei batteri responsabili del cattivo odore: utilizzare una soluzione satura di bicarbonato di sodio altera il pH dell'ascella verso la basicità (senza creare danni, sebbene possa essere fastidioso nel caso di lacerazioni della pelle, per esempio dopo la depilazione), mentre un deodorante contenente trietil citrato lo altera verso l'acidità. Importanti ovviamente sono le dosi dei principi attivi ma in entrambi i casi l'ascella non dovrebbe risentire dello sbalzo del pH mentre invece i batteri dovrebbero venire attaccati.

Molte schiume utilizzate per la rasatura della barba hanno un pH leggermente basico (intorno a 8) che tende ad aprire le squame del pelo e ad ammorbidirlo, consentendo una rasatura migliore e più profonda. Invece, i balsami per capelli hanno un pH acido (intorno a 4,5) che tende a chiudere le squame del capello e a renderlo più lucido: è lo stesso funzionamento del risciacquo post-balsamo con una soluzione di acqua, succo di limone e aceto, che va a chiudere le squame e quindi a lucidare le ciocche.

ATTENZIONE: quando nelle pubblicità dei detergenti si sente dire che quel sapone è a "pH neutro" significa che il pH è EUDERMICO, cioè acido, e non neutro nel senso di 7 (come invece sarebbe corretto dire dal punto di vista chimico).

COME SI MISURA E SI REGOLA IL PH
In commercio si trovano delle particolari striscette di carta chiamate cartine tornasole sulle quali è applicato un colorante (detto appunto tornasole) che ha la caratteristica di variare il colore in base al pH.
Se state cominciando a spignattare è inutile dire che dovrete assolutamente munirvi di queste cartine.

Il loro utilizzo è molto semplice: è sufficiente immergere la cartina nel composto e attendere qualche secondo; quindi bisogna confrontare la colorazione ottenuta dalla cartina con la tabella di riferimento fornita con la confezione delle cartine. In questa tabella sono riportati i vari colori assumibili dalle striscette in riferimento alle variazioni di pH. 


Una volta misurato il pH se il valore assunto è diverso rispetto a quello eudermico si procede con la regolazione:
- se il pH è troppo BASICO si aggiungono tante gocce di acido lattico quante sono necessarie per raggiungere il valore previsto (il metodo più semplice è di aggiungere tre gocce, mescolare il composto, immergere la cartina e valutare il valore risultante);
- se il pH è troppo ACIDO si aggiungono tante gocce di soluzione di soda caustica (o idrossido di sodio, il NaOH) quante sono necessarie per raggiungere il valore previsto (anche in questo caso il metodo più semplice è quello di aggiungere tre gocce, mescolare il composto, immergere e valutare il valore risultante).

Mentre l'acido lattico è venduto tale e quale dai negozi e dai siti di materie prime, la soluzione di soda caustica dovete prepararvela da voi a casa (generalmente si utilizza una soluzione al 20% di soda caustica).
Basta che vi rechiate in ferramenta (fidatevi: costa meno in ferramenta che sui siti di spignatto!), compriate un barattolone di soda caustica, vi muniate di guanti, occhialini, bicchiere di vetro e contenitore di vetro scuro e procediate in questa maniera:

- poiché dovete preparare una soluzione al 20% di soda, se volete ottenere 100gr di soluzione dovete procurarvi 80gr di acqua distillata e 20gr di soda caustica, quindi per prima cosa pesate l'acqua in un contenitore e poi con molta attenzione, dopo aver indossato i guanti e gli occhialini di protezione, in un secondo contenitore mettete la soda caustica, prelevandola dal barattolone con un cucchiaio di metallo;
- richiudete il barattolone di soda, ponetelo nello scaffale più alto della vostra casa lontano dalla presa di bambini e animali domestici, prendete i due contenitori con le materie prime e ponetele su un ripiano, sotto una finestra aperta;
- prendete un bicchiere di vetro e versateci l'acqua distillata;
- prendete il contenitore con la soda e, facendo estrema attenzione, con il cucchiaio di metallo mettetela nel bicchiere di vetro contenente l'acqua: in questa fase è di fondamentale importanza che non respiriate i fumi prodotti dalla soluzione (ecco perché è meglio se lavorate all'esterno o in un ambiente areato) poiché sono pericolosi per l'apparato respiratorio e che stiate attenti a non entrare in diretto contatto con la soda, per questo si usano i guanti e gli occhialini; inoltre, la soda deve essere aggiunta gradatamente mentre si mescola poiché il contatto con l'acqua crea schizzi di materiale caustico molto pericolosi, per questo si aggiunge la soda all'acqua e non viceversa;
- la soluzione raggiungerà temperature elevate (90°C) per questo dovete aspettare che si abbassi prima di travasarla;
- una volta raffreddata, aiutandovi con un imbuto travasatela in un contenitore di vetro scuro munito di contagocce di vetro;
- chiudete bene il contenitore e preparate un'etichetta sulla quale andrete a scrivere con caratteri e colori ben visibili il contenuto e la sua pericolosità;
- riponete il contenitore nello scaffale più alto, lontano dalla presa accidentale di bambini e animali domestici.

La soluzione di soda caustica non è pericolosa e irritante come la soda in sé per cui non siate preoccupati quando andate ad utilizzarla.
Piuttosto, siate molto attenti quando la preparate perché, a differenza di quanto trovate scritto in molti blog e forum di spignatto famosi, la soda è PERICOLOSA poiché ha un pH estremamente basico e se si chiama CAUSTICA (cioè che brucia) un motivo c'è per cui non prendete questa operazione sotto gamba!
Non voglio fare terrorismo psicologico ma le ustioni profonde da soda sono più che famose: attenzione, cautela e cervello sono tre ingredienti fondamentali per evitare dolorosi incidenti.



Spero di esservi stata d'aiuto, per qualsiasi dubbio o chiarimento non esitate a chiedere!

domenica 19 ottobre 2014

Trattamenti casalinghi per la pelle secca e sensibile

Sul web si trovano molti consigli su come trattare la pelle mista e impura, ma si trova ben poco riguardo la pelle secca e sensibile
Questo tipo di pelle non ha le stesse esigenze di una pelle ricca di imperfezioni: mentre quest'ultima di solito è spessa e possiamo applicare trattamenti più aggressivi per "estirpare" i brufoli e i punti neri, se utilizziamo una maschera a base di argilla verde e oe di tea tree con una pelle secca moriremo dal dolore dopo pochi minuti. Allo stesso modo, mentre una pelle mista tollera tranquillamente uno scrub con lo zucchero, è sconsigliato utilizzarlo con una pelle sensibile perché i danni da sfregamento sarebbero maggiori dei benefici!
Anche chi ha la pelle secca e sensibile però deve prendersene cura allo stesso modo di chi ha le imperfezioni, quindi ecco quali sono secondo me i trattamenti casalinghi da poter fare con costanza, evitando costose pulizie del viso nei centri estetici.

CURA QUOTIDIANA
E' inutile fare trattamenti settimanali se poi ogni giorno la pelle viene trascurata: è importante detergerla e soprattutto applicare una crema idratante giorno e sera.
Molte persone si trovano bene con questo detergente che anche io ho utilizzato per un periodo perché mi puliva la pelle a fondo senza lasciarla secca ai lati del viso, tuttavia molte persone con la pelle delicata non si trovano bene con i detergenti, per quanto delicati siano, perché dopo il lavaggio la sentono secca più di quanto non sia normalmente. Io consiglio in questi casi di utilizzare un latte detergente, cioè un fluido molto idratante a base di oli e burri come olio di riso e burro di karité che pulisce e toglie le cellule morte e i batteri ma non aggredisce, lenendo gli strati superficiali della pelle grazie alle sostanze oleose.
La marca I Provenzali ha rilasciato nel mercato il Latte Detergente della linea Bimbi che secondo me è un prodotto veramente valido perché è estremamente delicato: d'altronde è stato formulato pensando alla delicatissima pelle dei culetti dei bimbi!
Dopo aver deterso il viso vi consiglio di passare un tonico, per esempio un idrolato di camomilla, per lenire ulteriormente la pelle.
Infine, non può mancare una crema idratante per completare il trattamento quotidiano: le emulsioni viso della Biofficina Toscana sono famose per i loro INCI perfetti e per loro performance straordinarie, per quanto a me non facciano impazzire - ma è solo una mia opinione, non voglio assolutamente dire che non siano degli ottimi prodotti! Se ve la cavate nell'arte dell'autoproduzione cosmetica potreste provare a realizzare una crema simile a questa: come noterete leggendo il post l'ho formulata pensando ad una pelle mista, ma se scorrete verso il basso troverete la formulazione di una crema antiage che potete trasformare in crema antiage per pelli secche e sensbili aggiungendo un 3% di oli in fase B, per esempio potete mettere olio di cocco o olio di oliva che sono molto idratanti.
Infine, prima di andare a letto potreste applicare un fluido antiage, come il Siero della Biofficina Toscana oppure questo, se avete le materie prime necessarie. 

Per quanto riguarda invece la fase di rimozione del make up a fine giornata, non c'è niente di meglio secondo me dell'olio di cocco: costa poco (se non lo comprate in erboristeria!), idrata tantissimo e toglie perfino il trucco waterproof! Basta scaldarlo per qualche secondo con il phon così diventa liquido, ne mettete una piccola quantità sul viso precedentemente inumidito e poi massaggiate a fondo, magari aiutandovi con una spugnetta, in modo da rimuovere ogni residuo di make up; non abbiate paura ad utilizzarlo anche sugli occhi perché non brucia e leva perfettamente anche il mascara più resistente. Poi una volta che avete pulito il viso dal make up potete scegliere di lavare con un detergente delicato oppure potete massaggiare il latte detergente e proseguire con quanto ho scritto sopra.

TRATTAMENTI SETTIMANALI
Una volta a settimana prendetevi una mezz'oretta di tempo per coccolare il vostro viso: se sentite che la pelle tira un po' troppo anche dopo aver appena applicato la crema idratante, se avete delle pellicine e varie screpolature allora vuol dire che il vostro viso necessita di quale attenzione speciale.

Partiamo dallo scrub: innanzitutto in una ciotolina di plastica unite due cucchiai di olio di mandorle dolci con un cucchiaio di farina di cocco e mescolate; quindi bagnate il viso con acqua calda, tamponate l'eccesso di acqua e cominciate a massaggiare la pappetta evitando di fare troppa pressione. Insistete sulla zona T o comunque su quelle parti del viso che secondo voi presentano la pelle più spessa, ma ricordate di non essere troppo aggressivi altrimenti il vostro viso si trasformerà in un carpaccio fresco!

Dopo lo scrub procedete con una bella maschera idratante: in un ciotolino di plastica unite un cucchiaio di farina di riso (nutriente e ricca di sali minerali) con uno di amido di riso (che ha funzione protettiva sui capillari), uno di ossido di zinco (che lenisce i rossori), mezzo di allantoina (lenitiva e calmante), mezzo di caffeina e mezzo di estratto in polvere di té verde se volete un'azione antiage e poi due cucchiaini di polvere di amla che contiene tantissima vitamina C per cui è altamente antiossidante; mescolate con un gocciolino d'acqua, applicate sul viso e tenete in posa anche per una mezz'ora, poi lavate con un latte detergente e applicate la crema idratante.
Se avete costanza nei trattamenti noterete dei reali miglioramenti nella vostra pelle: gli scrub, perfino i più delicati come quello che vi ho proposto, sono molto importanti per togliere le cellule morte e far "respirare" la pelle permettendo una miglior penetrazione degli attivi idratanti e antiage della maschera e dei prodotti che applicate successivamente. Il tonico è molto importante se applicato ogni giorno perché ristabilisce il giusto pH della pelle che calma e lenisce. La crema tuttavia rappresenta il vero cavallo di battaglia, secondo me, perché una crema formulata davvero bene a lungo andare può migliorare lo stato della pelle in una maniera che neanche pensavate fosse possibile.

Spero che proverete presto i miei consigli! Fatemi sapere!
https://www.facebook.com/ilmondoecobiodiSara

giovedì 11 settembre 2014

Recensione Deo Roll On della Biofficina Toscana

Oggi parlerò del deodorante roll on della Biofficina Toscana che potete acquistare qui .




Ho comprato questo prodotto dopo aver letto e visto numerose recensioni positive sul web, inoltre conoscendo la professionalità e la serietà della Biofficina Toscana sapevo di andare sul sicuro.
Si tratta di un tubetto da 50ml che io ho pagato 7,50€; sul sito di Eccoverde c'è scritto che è "fresco e delicato, al profumo di salvia, timo e menta" e che lascia respirare la pelle. E' privo di sali di alluminio e di allume di potassio; le sostanze funzionali sono il trietil citrato e gli oli essenziali per la profumazione. E' testato al Nickel e come ogni prodotto della Biofficina Toscana è curelty-free.


Passiamo alle mie opinioni: sono rimasta delusa da questo prodotto, sia per il prezzo che trovo eccessivo in relazione alla quantità e alle materie prime utilizzate, sia per la resa del prodotto stesso.
Sto utilizzando tale deodorante in queste giornate di "non-estate" in cui non fa caldo eppure dopo un'ora dall'applicazione mi sembra di puzzare... secondo me il profumo è troppo leggero, il che può essere un bene dato l'alto rischio di allergia causata dagli oli essenziali, ma purtroppo perfino per chi ha un sudore delicato come il mio è fin troppo blando.
Certo, è estremamente delicato sulla pelle, ma talmente delicato che non funziona: io non sudo quasi mai e se sudo comunque non emano un odore forte, acre, eppure questo deodorante non mi tutela affatto. Non oso immaginare quindi l'effetto su una persona con una sudorazione più "importante"!
Totalmente inutile nella vita quotidiana, in palestra ancora peggio!


Mi ci sono trovata malissimo, purtroppo non pensavo che la Biofficina Toscana potesse sbagliare così tanto con questo prodotto. Non riesco a capire le recensioni positive, onestamente.

Prodotto bocciatissimo che sicuramente non ricomprerò!

Voi l'avete mai provato?
Fatemi sapere con un commento!

domenica 31 agosto 2014

SOS contorno occhi

Il contorno occhi è una zona molto delicata che dobbiamo curare con molta attenzione: è estremamente sensibile agli agenti chimici, ai conservanti, alle fragranze e ai raggi solari, inoltre è una parte del viso costituita da un tipo di pelle così sottile da subire per prima i "danni" del passare del tempo. 

Dal momento che non possiamo impedire a noi stessi di avere una normale mimica facciale che ovviamente coinvolge i muscoli di queste zone particolarmente sensibili, un buon consiglio per mantenere il contorno occhi libero da rughe il più a lungo possibile (le famose "zampe di gallina") è quello di utilizzare una buona crema idratante priva di profumi, massaggiare a lungo e applicare un contorno occhi antiage.

Vediamo quindi cosa possiamo fare per trattare al meglio questa parte del viso.

COMINCIAMO AD IDRATARE BENE LA PELLE DEL VISO
Il primo consiglio è semplicissimo: per evitare/ritardare l'insorgenza dei segni del tempo dobbiamo cominciare ad idratare la pelle sin da giovanissimi, cioè dall'adolescenza. Ci sono molti fattori che influiscono sulla comparsa delle rughe, per esempio la genetica, lo stile di vita più o meno stressante, il cibo (frutta e verdura aiutano a prevenire l'invecchiamento della pelle), il fumo (una delle principali cause dell'invecchiamento cutaneo), il sole (che, come vi ho detto qui, è sia un grande amico sia un potenziale pericoloso nemico per la nostra pelle!) ma non sottovalutiamo l'importanza di una buona crema idratante applicata tutte le mattine e tutte le sere. Per quanto riguarda il contorno occhi la crema assume un valore ancora più importante poiché quella zona, come ho già detto, è ancora più sensibile rispetto al resto del viso.

Dobbiamo applicare una crema che sia priva di siliconi, paraffine e derivati del petrolio che tendono a seccare e privare la pelle dell'idratazione necessaria, una crema ricca di burro di karité, olio di argan, olio di avocado, di jojoba e di rosa mosqueta; sarebbe bene che contenesse anche gel d'aloe vera e gel di acido ialuronico poiché sono estremamente idratanti ed antiage, e non guasterebbe la presenza di Q10, sodio ascorbil fosfato (la forma stabile della vitamina C) e tocoferolo.

IMPORTANTISSIMO: la crema NON deve contenere profumi/fragranze che sono altamente allergizzanti, in particolar modo per la zona del contorno occhi.

In questo post vi scrissi la formulazione di una crema per pelli miste antiage che vi può fungere da esempio.

Quindi la prima regola è questa: la mattina e la sera applicare sul viso della crema idratante il cui INCI contenga attivi antiage, in particolare è importante non tralasciare la zona del contorno occhi su cui consiglio di applicare uno strato di crema in più.
Inoltre, in base al vostro contorno occhi dovete stare attenti alla presenza o meno di caffeina: questo attivo infatti è particolarmente utile in caso di borse, cioè di stasi linfatica, perché riattiva la circolazione e drena quella zona, ma se avete delle rughe "secche" e le classiche occhiaie la caffeina è altamente sconsigliata.

Poiché con il tempo le cellule perdono idratazione ed elasticità, una crema idratante ricca di sostanze che combattono i radicali liberi e che aiutano a "rimpolpare" la pelle (come il gel di acido ialuronico) può essere di grande aiuto.

MASSAGGIARE E' LA PAROLA D'ORDINE!!
Quando applichiamo la crema sul contorno occhi è di fondamentale importanza massaggiare con movimenti delicati, quasi picchiettando, in modo da stimolare la circolazione sanguigna, che aiuterà il contorno occhi a sgonfiarsi e faciliterà la penetrazione degli agenti idratanti e antiage della crema; inoltre il massaggio stimola l'elasticità cutanea. Ovviamente i movimenti devono essere leggeri!

EVITATE IL SOLE
Il sole è un grandissimo nemico per il contorno occhi: non c'è crema antiage che tenga quando ci bruciamo su quella zona. E la conseguenza diretta di una bruciatura è la comparsa di solchi e/o rughe più o meno evidenti. E' importantissimo quindi mettere una protezione solare molto alta sul viso (superiore a 30) in particolar modo sul contorno occhi e sulle palpebre, e soprattutto EVITATE di esporre quella zona direttamente ai raggi solari indossando dei buoni occhiali da sole: meglio l'effetto panda che il contorno occhi bruciato!


APPLICATE UN GEL ANTIAGE
E' molto molto molto difficile trovare un buon gel antiage in commercio, io non ne conosco uno che mi soddisfi al 100% per cui se voi ne siete a conoscenza lasciate un commento in modo che tutti ne possano apprezzare i benefici!

Secondo me un prodotto molto valido è questo siero della Biofficina Toscana che è formulato veramente bene: è ricco di sostanze antiossidanti come il sodio ialuronato (o gel di acido ialuronico), bisabololo, estratto di uva, di mirtillo, di ribes nero e tocoferolo, tuttavia mi lasciano perplessa i tensioattivi che, per quanto siano ecobio, sono pur sempre delle sostanze che sarebbe meglio sciacquare e non tenere a lungo sulla pelle (se non altro per l'effetto di "appiccicaticcio"). 

Se io dovessi formulare un gel antiage in questo momento, scriverei così:
A) Acqua a 100
    Glicerina 3
    Carragenina 1

B) Alcol denaturato 2
    Olio di nocciola 2
    Olio di carota 2
    Olio di avocado 2
    Olio di rosa mosqueta 2
 

C) Gel d’aloe vera 10
    Gel di acido ialuronico 7
    Q10 0,5
    
Bioflavonoidi 1
    Acido alfa lipoico 1
    Estratto di tè verde 2
    Sodio ascorbil fosfato 2
    Tocoferolo 1
    Elastocell 2

    Cosgard 0,6

pH 5,5

(INCI: Aqua, Aloe Barbadensis Leaf Juice, Hyaluronic Acid, Glycerin, Alcohol denat., Corylua Avellana Nut Oil, Zea Mais Germ Oil, Daucus Carota Extract, Persea Gratissima Oil, Rosa Moschata Seed Oil, Camelia Sinensis Extract, Sodium Ascorbyl Phosfate, Lysine Carboxymethyl Cysteinate, Tocopherol, Bioflavonoids, Tioctic Acid, Carrageneen, Sodium Dehydroacetate, Benzyl Alcohol, Ubidecarenione)

Questa formulazione è molto simile a quella che realizzo io per autoprodurmi il gel antiage, che applico non solo sul contorno occhi ma anche su tutto il resto del viso prima di mettere la crema, la sera. 
Come vedete contiene una grandissima quantità di gel d'aloe vera e di gel di acido ialuronico oltre a tanti altri estratti antiossidanti come la vitamina C, l'acido alfa lipoico e l'estratto di tè verde, una vera e propria bomba per i radicali liberi. 
L'olio di nocciola e di carota sono ricchissimi di sostanze antiossidanti e antiage.

E' molto facile da realizzare perché è totalmente a freddo, cioè si prepara prima la fase A, quindi la fase B in un differente ciotolino, quindi SENZA riscaldare si unisce la fase B alla fase A. Si prepara la fase C in un terzo contenitore che poi si mette nel gel precedentemente ottenuto. E' importantissimo come al solito frullare col minipimer ogni volta che si uniscono le fasi; fondamentale NON aggiungere gocce di oli essenziali che potrebbero anche ustionare il contorno occhi; inoltre NON dimenticate di misurare e di aggiustare il pH, se non volete ritrovarvi uno sfogo cutaneo.

So che molti leggendo questa formulazione storceranno il naso per la presenza di alcol ma vi assicuro che in questa percentuale è totalmente innocuo per la pelle e funge semplicemente da blando "emulsionante" per unire la fase acquosa alla fase grassa. 

Il colore non è dei migliori a causa dell'unione dell'olio di carota e dell'estratto di té verde (viene un marroncino.......... brutto brutto brutto!) però l'importante è che funzioni.
Il conservante è importantissimo perché altrimenti dovete buttare tutto entro pochi giorni, considerata la grande quantità di acqua della fase A. 
Vi consiglio di preparare metà dose per volta perché tende ad ossidarsi davvero in fretta.

L'INCI può esservi d'aiuto per capire cosa deve (secondo il mio modesto parere) contenere un buon gel antiage.

Concludendo, vi consiglio di realizzare questo gel e di provarlo perché secondo me è veramente valido e gli effetti si vedono concretamente! 

domenica 3 agosto 2014

Un cosmetico autoprodotto è davvero migliore di uno realizzato da un'azienda cosmetica?

Negli ultimi tempi l'autoproduzione cosmetica è diventata una vera e propria pandemia a cui nessuno (così pare) riesce a sottrarsi.
In molti mi hanno scritto chiedendomi dove potersi documentare per cominciare a spignattare, e la mia risposta è sempre stata la stessa: se non conosci la chimica non vai da nessuna parte.
Ciò che le persone che si avvicinano a questo mondo non riescono a capire è che le conoscenze richieste per poter realizzare un cosmetico, anche una banalissima crema per il viso, sono numerose, vaste e complicate. Una chimica studiata al liceo non è sufficiente, spesso. Bisogna sapere che cosa è il pH, come si misura, come si regola; che cosa vuol dire "ossido-riduzione", che cosa è un'emulsione, come funziona un tensioattivo; bisogna riuscire a capire le modalità con cui le materie prime interagiscono, bisogna sapere perché certe materie prime non possono essere abbinate; bisogna sapere come funziona un conservante, come si usa, perché si usa, quali rischi microbiologici si corrono autoproducendo un cosmetico e mille altri problemi che l'utente medio neanche si immagina.

Non mi stancherò mai di accusare il web in generale e YouTube in particolare per la faciloneria con cui adesso le persone si accostano a questo mondo. L'autoproduzione, una vera e propria scienza, è stata barbaramente violentata, e anni e anni di studi di Cosmetologia sono andati a farsi benedire da volgari e imbarazzanti personaggi del web che si spacciano per formulatori esperti e provetti quando propongono una RICETTA in cui non c'è bisogno di misurare il pH perché tanto "l'ho già fatto io per voi" (storia vera, ahimé).
Già il termine RICETTA mi fa uscire di senno.. ma che stiamo preparando un dolce?! SI CHIAMA FORMULAZIONE E NON RICETTA! E' UN COSMETICO NON UN BISCOTTO!
I veri Formulatori hanno studiato ANNI sui libri, hanno faticato per arrivare a lavorare nei laboratori delle aziende mentre adesso, con il fenomeno dei tutorial su YouTube, si pretende di avere le stesse conoscenze e la stessa esperienza e di essere in grado di produrre un cosmetico alla stessa maniera. E non solo: si butta fango su questo pluriennale lavoro pretendendo di saperne di più. Ci sono ragazzine di quindici anni che snocciolano nomi chimici di attivi neanche fossero nomi di boy band!

Partiamo dall'acqua: molte persone neanche si pongono il problema di quale acqua utilizzare. Ebbene, l'acqua usata dai laboratori delle aziende cosmetiche subisce numerosissimi passaggi di purificazione (dall'osmosi inversa fino all'esposizione sotto piastre UVA e UVB) volti ad eliminare il 99,9% della carica microbiologica. L'utente medio utilizza nel migliore dei casi l'acqua demineralizzata (NON priva di microbi!) e nel peggiore dei casi l'acqua del rubinetto, che proprio priva di batteri non è.
Proseguiamo con la preparazione del cosmetico stesso: in azienda avviene in un ambiente sterile, spesso sottovuoto, con macchine che continuamente controllano la temperatura e il pH del prodotto in modo da mantenerlo stabile; ancora una volta le condizioni sono ottimali, il cosmetico non subisce insulti ambientali né contaminazioni microbiologiche. L'utente medio lavora in cucina e spesso non usa guanti né strumenti sterili, sottoponendo il proprio cosmetico a chissà quali insulti, contaminazioni e via discorrendo, e se stesso a pericolosi effluvi che possono essere irritanti per le vie respiratorie. Alcuni addirittura assaggiano le materie prime ignorando che questo gesto potrebbe causare anche l'avvelenamento!

Un cocktail di impurità e batteri, in poche parole.
Infine, l'azienda confeziona il prodotto in un ambiente sterile utilizzando contenitori sterili creati appositamente per questa funzione e che spesso non contengono aria. L'utente medio spiattella il prodotto in un barattolino dove prima c'era la marmellata e tanti cari saluti. 


E non è tutto!
Nella maggior parte dei casi le persone che si avvicinano a questo mondo, poiché indottrinate dal web e quindi convinte che sia tutto "troppo troppo carino" e "troppo troppo buono", non sanno neanche perché si usa un conservante, e non lo mettono; non sanno perché si misura il pH, e non lo fanno; si limitano a schiaffare tot elementi in un barattolo, mescolare, e inscatolare. Non si pongono il problema di come possano reagire le materie prime tra di loro, di cosa possa causare un pH sballato sulla pelle o dei danni che possa fare la mancanza di un conservante o l'errata conservazione del prodotto. Ci sono persone che non sanno neanche che cosa voglia dire "0,5 gr", cioè che non hanno neanche le conoscenze matematiche di base. 


Perché il messaggio che viene è passato è che NATURALE E' BUONO e NATURALE E' FACILE per cui chissenefrega se la Niacinamide a pH 4,5 libera acido nicotinico che è tossico per la pelle, o se quel tonico contiene infuso di camomilla che poi si ossida e sballa il pH, l'importante è che sia fatto in casa e di conseguenza per questo motivo è INDUBBIAMENTE migliore del cosmetico brutto e cattivo acquistato.

No, no e ancora no. Non ci sto.
Autoprodurre è bellissimo, non lo metto in dubbio; la soddisfazione che regala è immensa, ogni volta che riesco a produrre uno shampoo sento le farfalle nello stomaco perché questa è la mia passione più grande. Ma io ci metto il cervello e il ragionamento in ciò che faccio. E mi pongo delle domande, mi chiedo PRIMA se le materie che sto accostando sono compatibili, mi informo, leggo, CHIEDO senza vergogna ammettendo la mia ignoranza in materia. Non so tutto, imparo piano piano, ma non mi arrogo l'appellativo di beauty guru né vendo libri riguardo lo spignatto perché non ho il diritto né le conoscenze per poterlo fare.
Certo, il mio percorso di studi mi ha dato la possibilità di acquisire un linguaggio scientifico di base, ma tutti con un po' di volontà potrebbero farlo.


Io non condanno affatto l'autoproduzione cosmetica, d'altronde sono la prima a spignattare tutti i prodotti che quotidianamente utilizzo nella mia beauty routine; condanno semplicemente, e ovviamente aggiungerei, l'autoproduzione senza criterio e senza ragionamento, senza basi, strumenti mentali e senza le dovute e opportune conoscenze non solo in campo scientifico ma anche in campo igienico. Molte persone infatti sottovalutano l'enorme quantitativo di microbi che un prodotto realizzato in casa porta al suo interno, se non realizzato con le dovute misure. 

Ciò che più mi spaventa è leggere sul web formulazioni di protezioni solari fai da te. Come ho scritto qui, NON si può affidare la propria salute ad una ricettina trovata su un sito! Un conto è una crema, uno shampoo, un balsamo che in fin dei conti il massimo che possono fare è irritare il cuoio capelluto e l'epidermide in generale se formulate male; un conto è ragionare con il sole e pretendere di spacciare come protezione solare un intruglio di olio, burro e mentolo per rinfrescare rischiando di mandare lo sfortunato utente all'ospedale con ustioni di vario grado.
Sono allibita, sconcertata e impaurita.


Da qui mi sorge spontanea una domanda: un cosmetico autoprodotto è davvero migliore di uno realizzato da un'azienda cosmetica?
Ragioniamo un attimo: il cosmetico prodotto da un'azienda subisce una serie di procedimenti (challenge test, patch test...) volti ad appurarne la stabilità nel tempo, l'affidabilità, il reale funzionamento, la pericolosità per l'epidermide e la carica batteriologica; inoltre, come ho già scritto sopra, in virtù delle leggi che fortunatamente tutelano il consumatore, tali cosmetici sono realizzati seguendo norme ben precise di buona fabbricazione e di igiene, in ambienti puliti (nella maggior parte dei casi sterili), inoltre sono formulati da un'equipe di esperti, di persone che hanno studiato anni e anni la materia e che hanno esperienza nel loro campo. 
Un cosmetico fatto in casa, in cucina, da una persona che non sa neanche cosa vuol dire "gelificante", può competere con questo livello di professionalità? Assolutamente no.
E allora siamo davvero sicuri che sia meglio spalmarsi sul viso un concentrato di batteri e sostanze davvero pericolose (perché maneggiate da persone non esperte in questo campo) piuttosto di una crema contenente paraffine e siliconi?


Addirittura sul web si leggono "formulazioni" in cui si consiglia di aggiungere al composto una trentina di gocce di olio essenziale, ignorando quanto questo possa essere pericoloso per la salute del consumatore; spesso infatti si pensa che l'olio essenziale serva solamente a dare un profumino buono al composto, quando invece è un concentrato di molecole chimiche con una specifica funzione, molecole altamente irritanti se applicate sopra una certa dose. Non dimentichiamo che gli oli essenziali, se ingeriti, possono portare alla MORTE, nonostante ciò sul web si leggono ricette in cui vengono applicati acriticamente e a iosa.
Ho letto pure un commento in cui una nota youtuber consigliava di aggiungere "qualche goccia" di olio essenziale di tea tree ad uno shampoo per renderlo magicamente antiforfora, tralasciando di specificare il numero di gocce (perché forse neanche lei lo sapeva!) e di sottolineare che prima di utilizzare un olio essenziale è sempre bene testarne una goccia sulla propria pelle per vedere se compaiono irritazioni o reazioni cutanee. 

Siamo alla frutta.

Non tutti gli spignattatori sono degli ingenui inesperti, il mio non vuole essere un discorso per generalizzare, non posso fare di tutta l'erba un fascio; esistono infatti tantissime formulazioni di autoproduzione sul web validissime e che possono tranquillamente competere con un cosmetico professionale. Non metto in dubbio che ci siano tantissimi spignattatori che realizzano dei veri e propri gioielli nelle proprie cucine. D'altronde anche io ogni giorno cerco di migliorare il mio operato in modo da crescere e creare dei cosmetici sempre più competenti.
Il mio discorso però riguarda la maggioranza degli utenti che si rivolgono all'autoproduzione, persone a cui i negozi di materie prime non dovrebbero vendere gli attivi se non dopo aver fatto loro un bel corso di chimica, fisica e matematica di base.


Cosa ne pensate? 

Giudicate e fatemi sapere.

venerdì 11 luglio 2014

Come scegliere la crema doposole

Camminando tra gli scaffali dei supermercati mi sono imbattuta in un'enorme quantità di creme doposole: era quasi imbarazzante perché ce n'erano di tutti i tipi, di tutti i colori e di tutti i profumi e sceglierne uno con un buon INCI mi avrebbe portato via qualche ora di tempo probabilmente!
Mi sono accostata alle marche più famose sperando di fare goal al primo colpo ma, come già una parte di me sapeva, sono stata subito delusa dalla presenza nei primi posti dell'INCI di Dimethicone e, in alcuni casi, addirittura di Alcol! Ho spalancato gli occhi, mi è caduta la mandibola e mi è sorto spontaneo chiedermi: ma come è possibile idratare la pelle stressata dall'esposizione solare con così tanto silicone o, peggio, con l'alcol?!
Sono fuggita a gambe levate e la mia missione trova-doposole è fallita miseramente e con mio enorme disappunto.

La maggior parte delle creme doposole che ho avuto modo di tenere in mano mancavano di principi attivi che io ritengo siano fondamentali per idratare adeguatamente la pelle dopo una giornata al mare perché per lo più questi cosmetici contengono una grandissima quantità di profumo e poche sostanze realmente utili. Ancora una volta quindi il doposole viene concepito e venduto come un prodotto per imbellettarsi e profumarsi e non come un cosmetico con delle concrete funzioni.
Vediamo un po' quali caratteristiche deve avere un doposole secondo me.


COSA E' UNA CREMA DOPOSOLE E PERCHE' E' IMPORTANTE UTILIZZARLA
Tale tipo di cosmetico ha un posto d'onore nella schiera dei principali alleati contro lo stress ossidativo dell'esposizione solare. Infatti, i raggi solari hanno la capacità di liberare una grande quantità di radicali liberi che sono responsabili dell'invecchiamento della pelle, dell'insorgenza di macchie cutanee nonché di malattie gravi come il melanoma. Il sole bombarda costantemente le cellule dell'epidermide anche quando utilizziamo una protezione solare, immaginiamo quindi il danno che fa quando ci esponiamo senza proteggere la nostra pelle!
La crema doposole deve avere la funzione di lenire, calmare, idratare la pelle "insultata" dal sole e proteggere dall'azione ossidativa dell'esposizione solare grazie alla presenza di sostanze antiossidanti. Questo è il motivo per cui un doposole che contenga Dimethicone, Alcol e Profumo per me può essere buttato nella spazzatura: è un cosmetico vuoto senza alcuna funzione reale.
Ogni volta che ci esponiamo al sole dobbiamo spalmare la protezione solare, a fine giornata dobbiamo lavarla via perché i filtri solari sono dannosi a lungo andare per la pelle e quindi dobbiamo applicare un doposole che non solo prolunga l'abbronzatura e evita di spellarsi ma protegge le cellule e dà loro gli strumenti adatti per "combattere" i radicali liberi.
In poche parole, applicare la crema doposole svolge un ruolo chiave nel limitare i danni dell'esposizione solare!



COSA DEVE CONTENERE UNA CREMA DOPOSOLE
Questo cosmetico deve essere ricchissimo di sostanze idratanti e deve contenere almeno un paio tra olio di jojoba, olio di avocado, olio di argan, burro di karité, burro di cacao, burro di mango, olio di oliva, olio di semi di girasole e via dicendo.
Deve contenere una buona dose di gel d'aloe vera che come sappiamo ha una potentissima azione lenitiva e calmante e di gel di acido ialuronico.
Soprattutto deve contenere sostanze antiossidanti, in particolar modo se la protezione solare contiene filtri fisici come il diossido di titanio: l'olio di carota e l'olio di pomodoro grazie alla presenza rispettivamente di betacarotene e di licopene sono altamente antiossidanti e prolungano l'abbronzatura; l'olio di rosa mosqueta e l'olio di nocciola contengono tantissime vitamine e svolgono anch'essi un'azione antiossidante e anti-radicali liberi, così come la caffeina, la vitamina C e l'estratto di té verde.

Per farvela ancora più facile, quando cercate un doposole buono dovete guardare se l'INCI contiene: 

- Butyrospermum Parkii Butter (burro di karité)
- Coffee Seed Extract (estratto di caffé) oppure Caffein
- Camelia Sinensis Extract (estratto di tè verde) 

- Aloe Barbadensis Leaf Juice (gel d'aloe vera) 
- Argania Spinosa Oil (olio di argan)
- Simmondsia Chinensis Oil (olio di jojoba)
- Persea Gratissima Oil (olio di avocado) 
- Corylua Avellana Nut Oil (olio di nocciola)
- Tocoferol (tocoferolo) 
- Daucus Carota Extract (estratto di carota) 
- Solanum Lycopersicum Extract (estratto di pomodoro) 
- Olea Europaea Oil (olio di oliva)Helianthus annuus seed oil (olio di semi di girasole)
Mangifera Indica Seed Butter (burro di mango)
Rosa Moschata Seed Oil (olio di rosa mosqueta)
Sodium Ascorbyl Phosfate (Sodio Ascorbil Fosfato, cioè la forma stabile della vitamina C)

Non è necessario che una sola crema contenga tutte queste sostanze (anche perché costerebbe non poco!) però è importante che sia adeguatamente idratante e lenitivo. Io sconsiglierei a gran voce di acquistare un doposole contenete siliconi e alcol perché i primi impediscono una concreta idratazione della pelle e il secondo ha un'azione tutt'altro che calmante e lenitiva sull'epidermide! 


 
CREME DOPOSOLE CON BUON INCI
Spulciando il web sono riuscita a trovare qualcosa che fosse all'altezza delle mie aspettative, anche se non mi ha soddisfatto pienamente. Non ho provato questi prodotti per cui non so darvi la mia opinione, ve li consiglio solo a titolo informativo!

Questo della Omia Botanica è quello che mi è piaciuto più di tutti: contiene una grandissima quantità di gel d'aloe vera e tanti estratti antossidanti e oli idratanti. Un INCI meraviglioso, completamente verde e (almeno sulla carta!) totalmente funzionante. Super consigliato.

Questo della Bjobj ha un INCI piuttosto scarno, non è all'altezza di quello della Omia ma comunque è molto meglio di altri in commercio. 

Questo della Lavera sarebbe stato perfetto se non avesse avuto un bell'alcol subito in cima all'INCI.... grande delusione, sta a voi decidere se usarlo o meno!

Un altro consigliatissimo è questo della Bionova che ha un INCI di discreto livello, lo metterei al pari di quello della Omia Botanica. Estratti interessanti, una bella quantità di oli (pure il burro di cacao).

Infine un altro che mi è piaciuto tantissimo è questo della Verdesativa che ha un INCI coi fiocchi, tantissimi estratti e oli. Voto pieno anche a questo.

Come potete vedere quindi in commercio se ne trovano diversi con un INCI più che interessante; francamente non so quanto siano facilmente reperibili, anche se ci sono delle buone possibilità che quello della Bionova e quello della Omia siano rintracciabili da OVS, CAD e Acqua&Sapone. 


E SE VOLESSI RIPRODURMELO IN CASA...?
Ormai è da un annetto che io non compro cosmetici nei negozi perché me li spignatto, per cui vi dirò come formulerei una crema doposole ricca, funzionante, lenitiva e idratante.

Ecco come formulerei una panna da corpo doposole:
A) Acqua a 100
Carragenina 1
Glicerina 4

B) Cetiol sensoft 2
Olio di jojoba 1
Olio di argan 1,5
Burro di karité 2
Burro di caffè 2
Burro di tè verde 2
Olivem 1000 5
Tocoferolo 0,8

C) Olio di rosa mosqueta 0,5
Dry flo 0,5
Olio di avocado 1
Gel di acido ialuronico 1
Olio di nocciola 1
Olio di carota 0,5
Olio di pomodoro 0,5
Gel d’aloe vera 2
Fragranza 2
Cosgard 0,6

pH 5,5

Come vedete è ricchissima di attivi e di oli idratanti. Se non volete acquistare un doposole in commercio questa è un'ottima alternativa spignattosa!

Voi conoscete queste creme doposole? Ne avete provata qualcuna? Fatemi sapere!
https://www.facebook.com/ilmondoecobiodiSara

mercoledì 18 giugno 2014

La fondamentale importanza delle protezioni solari

Ultimamente alcune amiche mi hanno chiesto se ho formulato e realizzato in casa una protezione solare ma la mia risposta è sempre stata la stessa: non mi azzardo nemmeno minimamente a testare su di me una protezione solare spignattata, MAI E POI MAI ne divulgherei la formulazione!

GLI STUDI DIETRO LE PROTEZIONI SOLARI

Ciò che le persone non immaginano è che dietro le protezioni solari c'è un complicatissimo studio che talvolta può durare anni e anni; nella mia Università (UniSi) esiste un vero e proprio corso post laurea interamente dedicato allo studio del meccanismo di funzionamento e della formulazione delle protezioni solari! Un dottorato di due o tre anni in cui ci si concentra solo ed esclusivamente su questo argomento!
La protezione solare rappresenta l'unico schermo (a parte i vestiti, ovviamente) con il quale d'estate possiamo proteggere l'epidermide dai raggi UVA e UVB; negli ultimi anni, a causa dell'allargamento del buco dell'ozono, tali raggi si sono intensificati al punto tale che restare sotto il sole nelle ore centrali della giornata in estate rappresenta un vero e proprio rischio per la salute. Il sole infatti è il nostro miglior amico ma allo stesso tempo anche il nostro peggior nemico: è vero che moltissime malattie dermatologiche subiscono netti miglioramenti dopo un'esposizione controllata al sole, ma è anche vero che i raggi solari sono responsabili dell'insorgenza di uno dei tumori più aggressivi per l'uomo: il melanoma.


Quante volte andando al mare non ci siamo messi la crema e ci siamo scottati? Ci sono persone che addirittura si sono ustionate perché non hanno utilizzato una corretta protezione e sono finite all'ospedale... credete che le cellule dell'epidermide ci "ringrazino" per questo comportamento? Affatto! Se pensate che il peggio che vi possa succedere è che vi compaiano sul viso o sul decolleté qualche ruga e qualche macchia vi sbagliate di grosso: l'incidenza del melanoma negli ultimi anni è cresciuta proprio perché in passato non si è fatta una corretta informazione riguardo l'importanza dell'utilizzo delle protezioni solari e le persone che hanno avuto un comportamento inadeguato si sono ritrovate in guai seri.

LA SALUTE PRIMA DI TUTTO
Quando parliamo di esposizione al sole parliamo di SALUTE, ecco perché non mi azzarderei MAI E POI MAI a spignattare e divulgare la formulazione della mia protezione solare. Oltre al fatto che non mi sentirei in grado di paragonare il mio sapere al riguardo rispetto a quello di un dottorando in quel famoso corso di cui ho parlato sopra.

Affidiamoci ai prodotti che troviamo in commercio, spulciamo gli scaffali alla ricerca del prodotto migliore per noi e per l'ambiente e soprattutto non accettiamo né sperimentiamo formulazioni che troviamo sul web. Qualche giorno fa infatti mi è capitato di vedere il video di una ragazza sdegnata la quale raccontava che si era imbattuta in sito anche famoso in cui si riportava la formulazione di un olio solare che, secondo l'autore dell'articolo, doveva proteggere dal sole. Tale olio conteneva solo, appunto, oli vegetali che nell'immaginario e fantastico mondo dell'autore avevano, non si sa secondo quale base scientifica, il potere di schermare i raggi solari.
Ora, io se mi trovassi davanti l'autore di un tale abominio e insulto all'intelligenza e alla salute umana lo rinchiuderei in una cella e butterei la chiave! Pensate ai danni che può fare una tale disinformazione: magari una signora in buona fede segue la formulazione e si compone il suo bell'olietto che poi si spalma sotto il sole convinta di proteggersi dai raggi UVA e UVB... e poi a fine giornata deve correre all'ospedale con USTIONI di vario tipo! Personaggi come quell'autore dovrebbero essere denunciati!

Ci sono tantissimi validi prodotti in commercio che valgono tanto oro quanto pesano. Non scherziamo su questi argomenti, si tratta della nostra salute!
Per questi motivi io non riesco proprio a capire che cosa passa per la testa alle persone che stanno le giornate sotto il sole con l'unico obbiettivo di diventare come Carlo Conti... certo un po' di colorito non fa male, ma l'abbronzatura stile tavoletta di cioccolata è il biglietto da visita per una pelle vecchia, rugosa, spenta e avvizzita a quarant'anni!


COSA C'E' DENTRO LE PROTEZIONI SOLARI
Detto questo, cercherò adesso di fare una piccola panoramica riguardo il funzionamento delle protezioni solari. Ciò che contraddistingue questo cosmetico è la presenza al suo interno di almeno uno dei due seguenti elementi: filtri fisici o chimici.
I filtri fisici agiscono, come suggerisce il nome, come barriere meccaniche che riflettono e disperdono i raggi solari indiscriminatamente perché contengono sostanze opache come il biossido di titanio e l'ossido di zinco che funzionano da "specchio".
I filtri chimici invece contengono molecole organiche complesse che assorbono l'energia della radiazione solare e la restituiscono in parte sotto forma di calore. Ognuno di esse assorbe una specifica lunghezza d'onda (UVA, UVB). 

Un filtro è definito non fotostabile se, esplicando la sua attività fotoprotettiva, subisce trasformazioni strutturali che ne alterano le caratteristiche filtranti e la capacità protettiva rilasciando inoltre prodotti di degradazione non sempre innocui per le cellule dell'epidermide.

I filtri fisici sono fotostabili, non reagiscono insieme ai filtri chimici e vengono utilizzati insieme ad essi per raggiungere il valore di SPF, cioè fattore di protezione solare. Tale sigla, obbligatoriamente indicata sull'etichetta di ciascuna protezione, definisce la capacità della protezione solare di proteggere dall'insulto solare. Il numero che segue è indicato come una durata dell'esposizione multipla del tempo di eritema: un fattore di protezione 50 per esempio porta all'insorgenza dell'eritema solare in un tempo 50 volte superiore rispetto a quello previsto in assenza del fattore di protezione. Creme con SPF 6-10 sono a bassa protezione, con SPF 15-20 media, con SPF 30 e 50 alta.

I filtri chimici fotostabili sono:

1. Octocrylene : filtro UVB

2. Mexoryl:
- Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Ac= Mexoryl SX - filtro UVA
- Drometrizole Trisiloxane= Mexoryl XL - filtro UVB

3. Tinosorb:
- Bis-Ethylhexyloxyphenyl Triazine = Tinosorb S filtro UVA e UVB
- Methyilene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbuthylphenol = Tinosorb M - filtro UVA e UVB

4. Diethylhexyl Butamido Triazone: filtro UVA

5. Ethylhexyl Triazone: filtro UVB

6. Octyl methoxycinnamate = ethylhexyl methoxycinnamate filtro UVB, messo da solo in formula ancora regge in fotostabilità, ma se in co-presenza destabilizza l'avobenzone (vedi punto 1 dei filtri non fotostabili), il tutto si ristabilizza se sono presenti octocrylene e/o Mexoryl e Tinosorb.

I filtri chimici NON fotostabili (e quindi DA EVITARE) sono:

1. Butyl Methoxydibenzoylmethane è l'avobenzone filtro UVA e parte UVB, è un filtro non fotostabile, è stabilizzato se in formula ci sono octocrylene e/o Mexoryl, Tinosorb, Diethylhexyl Syringylidene Malonate, Diethylhexyl 2,6-Naphthalate

2. Ethylhexyl Salycilate (potreste ancora trovare da qualche parte il fu octyl salicylate, vecchia denominazione, stessa sostanza): filtro UVB non fotostabile, si stabilizza in co-presenza con ethylhexyl triazone, tinosorb M o S, octocrylene, o mexoryl.

Sull'Angolo di Lola si consiglia di evitare solari con filtri chimici non fotostabili perché generano radicali liberi che si accumulano per via sistemica e interagiscono con gli estrogeni; di lavare sempre via la protezione solare a fine giornata; di evitare in generale i filtri che hanno attività estrogena.
E' inoltre consigliato di preferire solari con filtri fisici ricchi di antiossidanti come vitamina C, olio di carota, gamma orizanolo, té verde; tra i solari con filtri chimici è meglio scegliere quelli con Tinosorb S e M e Mexoryl XL e SX.

LE PROTEZIONI SOLARI ECOBIO FACILMENTE REPERIBILI
Personalmente, le protezioni solari che attualmente preferisco tra quelle che si trovano in commercio sono:
- i solari tea natura, con filtri fisici
- i solari Bioearth che se non sbaglio hanno sia filtri fisici sia chimici
- i solari della Phytorelax (sia quelli col cocco e monoi sia quelli con olio di argan) con filtri fisici e chimici
- i solari della Omia Laboratoires con filtri fisici e chimici
- i solari della Bjobj che hanno solo filtri fisici

Sono i solari con una formulazione secondo me perfetta perché contengono anche oli e burri vegetali molto idratanti.
L'importante, quando si cerca un prodotto per l'esposizione solare, è controllare che nell'INCI siano presenti burro di karité, olio di argan/jojoba/avocado, gel d'aloe vera, vitamina C, estratti di carota, olio di pomodoro, Q10 e altri attivi antiage ed idratanti. La pelle è fortemente stressata dai raggi solari che favoriscono la liberazione di radicali liberi e la disidratazione cutanea: ecco perché è bene che la protezione solare contenga oli e burri idratanti e sostanze che combattono l'invecchiamento cutaneo.

ULTIMI CONSIGLI
E' bene applicare la protezione ogni due-tre ore, se si suda abbondantemente e dopo aver fatto il bagno. Durante le ore centrali della giornata (dalle 12 alle 16) bisogna evitare di esporsi al sole e stare coperti all'ombra.
Non dimentichiamo di applicare la crema anche sul più piccolo pezzettino di pelle perché per bruciarsi ci vuole un attimo!


BUON MARE A TUTTI!

https://www.facebook.com/ilmondoecobiodiSara
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martedì 10 giugno 2014

Piuttosto meglio un silicone!

Non molto tempo fa sotto al mio post relativo ai fondotinta una ragazza ha scritto che si era trovata molto male con la BBcream della So'Bio perché le faceva uscire molte imperfezioni. Ovviamente io le ho risposto ma ritengo che questo argomento meriti di essere approfondito.

Come vi avevo già detto in quel post, è molto difficile trovare un buon fondotinta che rispetti le nostre esigenze e le nostre aspettative e che allo stesso tempo non sia inquinante o dannoso (comedogeno, essenzialmente) per la nostra pelle. Come vi dissi nel post sui siliconi bisogna fare delle scelte: per tutti i giorni scelgo di usare un tipo di fondotinta e magari quando esco per un'occasione importante ne scelgo un altro tipo. Generalmente io cerco di mantenere una linea di condotta coerente con i miei pensieri per cui oltre a guardare la dermo-compatibilità di un prodotto guardo anche la sua eco-compatibilità (per quanto comunque sostenga sempre, come già sapete, che è la dose che fa il veleno o il rimedio). Prendete quindi il titolo del post come una provocazione ;)

Ultimamente si fa un gran parlare sul web di questa marca, la Coleur Caramel, il cui fondotinta in stick sta diventando particolarmente famoso (anche grazie al video di una certa youtuber). Per curiosità mi sono voluta informare, anche perché non mi dispiacerebbe provare qualche altro fondotinta ecobio funzionante, oltre alla mia amata BBcream della So'Bio (che non tutti apprezzate, ho scoperto ;) ). 

Innanzitutto il prezzo mi ha lasciata basita: quasi 35€ per 16gr di prodotto, e già qui ho rinunciato. Poi sono rimasta altrettanto sconvolta dall'INCI: non c'è nemmeno l'acqua, si passa direttamente allo squalene (un lipide derivato dall'olio di oliva), quindi cera carnauba, olio di mandorle dolci (comedogeno!), burro di karité, pigmenti vari. Trentacinque euro per due o tre prodotti che singolarmente compro a pochi euro al kg (quasi).. ma soprattutto, trentacinque euro per un fondotinta che è occludente e pesante quando un qualsiasi altro fondotinta siliconico di profumeria!


Ovviamente dal punto di vista ambientale è molto meglio questo fondotinta di molti altri che troviamo comunemente in commercio, ma siamo sempre allo stesso punto: poiché è la dose che fa il veleno o il rimedio vale davvero la pena occludersi i pori con tutti questi burri e cere (supercostosi) quando con 10€ (se non meno) mi compro un fondotinta che qua e là nell'INCI ha qualche silicone che risulta molto ma molto meno occludente delle cere nominate e comunque inquina il giusto (se i siliconi sono in fondo all'INCI)?
Mmmm.. mi sa che non ne vale assolutamente la pena!

Ecobio sì, ma con criterio e cervello: non sconfiniamo nell'estremismo! Io sono sensibilissima alle questioni ambientaliste, animaliste e salutiste ma cerco sempre di ragionare con la mia testa..

Inoltre, con l'arrivo dell'estate la sola idea di spalmarmi sulla faccia un pastone superdenso e occludente come questo mi fa sudare! A questo punto meglio ripescare dal cassetto il fondotinta minerale, almeno mi lascia respirare i pori ;)

Buoni acquisti intelligenti!!
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